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Spigolature Estive
Fiori e foglie

Le stagioni calde ripropongono ogni anno il miracolo della ripresa
vegetativa.
La natura, già ai primi tepori primaverili, esplode in una intensa
attività, quasi di resurrezione. Ed è tutto un turbinare di colori,di
profumi, di voli di uccelli e di insetti.
Ha inizio la danza della vita ed ogni fiore fa a gara per mettersi in
mostra cercando di accaparrarsi l’attenzione degli insetti in modo da
garantirsi la sopravvivenza, mediante l’impollinazione.
Anche l’uomo, a modo suo, partecipa a questa festa godendo della
bellezza dei fiori, del loro profumo ed infine, conseguentemente, della
bontà dei frutti.
Il fascino dei fiori ha sempre ispirato versi bellissimi e pagine
indimenticabili.
I poeti, gli scrittori, gli innamorati, più o meno delusi si sono sempre
serviti dei fiori per esprimere i loro sentimenti.
La bellezza della rosa, il profumo del gelsomino, la vivacità del
papavero la sensualità del fior di loto ricorrono … ricorrono nelle
letterature di tutti i tempi. Ed effettivamente i fiori sono davvero
belli!
Oggi io, però, non osando unirmi a tutti questi grandi spiriti eletti
che sulla bellezza dei fiori ci hanno regalato pagine indimenticabili,
mi voglio permettere di far notare che è vero che i fiori sono tutti
belli ma spesso sono anche buoni ! Si, ho detto proprio buoni.
Non solo nei
riguardi degli insetti, ai quali forniscono elementi preziosi di
sopravvivenza, ma anche nei nostri riguardi.
L’elenco dei fiori buoni è abbastanza lungo e qualche volta ne
parleremo, ma oggi è il turno di un protagonista, ormai consolidato, dei
nostri sfizi culinari estivi : il fiore di zucca !
Avete capito bene: il fiore di zucca, e aggiungo che oltre a essere
buono è anche bello.
Provate a chiederlo a chi ha la fortuna di raccogliere questi fiori al
mattino, ancora aperti e roridi di rugiada. Costituiscono uno spettacolo
così invitante cui gli insetti non sanno resistere (e neanche io ).
Per gustarli dovete ovviamente disporre di una compagna (consorte o
altro ) che sapientemente (e pazientemente ) ve li prepara con pastella
e ripieno e vedrete che delizia.
Un consiglio, se non siete molto pratici imparate a distinguere i fiori
maschi dai fiori femmine. Altrimenti addio zucchine!
 
Poiché siamo in argomento, voglio cogliere l’occasione per parlare anche
delle umili ma preziose zucche.
Di zucche ( con il termine zucca vengono identificate diverse piante e
relativi frutti appartenenti al genere Cucurbita della famiglia delle
Cucurbitaceae, in particolare le specie Cucurbita maxima, Cucurbita pepo
e Cucurbita moschata.Originaria dell'America centrale, in particolare
del Messico, si è velocemente diffusa in Europa dopo gli sbarchi dei
coloni) ve ne sono infinite specie con forme diverse e spesso bizzarre.
Liscie o a protuberanze, tonde, semilunghe come gli zucchini, o
addirittura simili a funghi, sono state usate per ricavarne oggetti
decorativi, quali cestini da tavolo,scatole, soprammobili e utensili
vari.
Fin dall’antichità le zucche svuotate si usavano per trasportare vino,
acqua o sale (preziosissimo ) ma anche come salvagente a uso di persone
poco esperte nel nuoto.
Franco Sacchetti, un novelliere del trecento, in una gustosa novella fa
chiedere ad un suo personaggio (un po’ irriverentemente) “ Se tu fossi
in gran pelago e stessi per annegare, qual vorresti aver addosso il
Vangelo di Santo Govanni o la zucca da natare ?”
Dall'usanza antica, tipica delle famiglie contadine più povere, che
trasportavano o tenevano il sale in una zucca svuotata, è nata la
locuzione «Zucca senza sale», «Aver poco sale in zucca», —Non è cattivo
ma è una zucca vuota- per indicare una persona con poco senno. Al
contrario, «Aver sale in zucca» significa aver senno.
La zucca di per se stessa ha ispirato anche simboli ed emblemi negativi
perché alla sua bellezza e grossezza non corrisponde un altrettanto
valore nutritivo, essendo povera di protidi e lipidi oltre che poco
zuccherina. E’ anche insipida, sicché è diventata sinonimo di alimento
senza sapore: «Questa pesca, questo gelato, questa marmellata sa di
zucca!».
Per questi motivi è assurta pure a simbolo di Insipida nullità. Si suole
dire infatti “Quella donna è una zucca al vento”, oppure «E una
cocuzza!»; o anche «E’ uno zuccone», a proposito di uno scolaro poco
intelligente.
Tuttavia contiene le vitamine A e C e numerosi oligoelementi; ed è anche
un alimento molto digeribile in purea oppure nei risotti e nelle
minestre. 1 semi sono tossici per i vermi piatti come la tenia e per gli
ascaridi, mentre sono innocui per l'uomo, tanto che vengono mangiati
abbrustoliti e salati (sono i cosiddetti bruscolini o brustolini o
meglio “a simenza”).
Protagonista indiscussa nella notte di Halloween, la famosa ricorrenza
legata alla festa celtica Samhain (la notte che precede l'alba del 1°
Novembre), opportunamente intagliata serve a dissuadere le anime degli
spiriti maligni ad impossessarsi del corpo dei vivi.
I Celti credevano infatti che nella note tra il 31 ottobre ed il primo
novembre, al passaggio tra il vecchio ed il nuovo anno ( per loro), il
confine tra la vita e la morte si attenuasse talmente che le anime dei
morti potessero vagare nell’aria tentando di impadronirsi del corpo dei
vivi…
Scusate, ma non stavamo parlando di fiori e foglie ?
Torniamo in argomento con una curiosità.
In Sicilia se chiedete a qualcuno, anche se addetto ai lavori, ortolano
o cuoco che sia, se conosce la “ zucca serpente di Sicilia o peggio
ancora la Lagenaria siceraria vedrete dipingersi sul viso del
malcapitato interlocutore un’espressione dapprima di stupefatto
imbarazzo, poi passato il primo istante , pensando di essere preso in
giro, vivacemente risponderà con un domanda “ Ma chi mxxxxxx è “ ? Un
po’ come quando nel recente passato si chiedevano notizie su qualche
persona citando il cognome e non “a ‘ngiuria’ “.
Appena però avrete chiarito che parlavate da cocuzza de tinnirumi subito
risponderà “ Certo ca a canusciu, boni i tinnirumi”
Per quei pochi che non riescono a cogliere il senso di ciò di cui
parliamo e magari cominciano fortemente a sospettare che il caldo possa
produrre strani effetti… precisiamo che stiamo parlando di foglie e
precisamente delle foglie apicali del vegetale summenzionato.
Queste foglie rappresentano, probabilmente, una dei piatti principi
della tradizione culinaria siciliana estiva.
Ogni paese la ammannisce a suo modo ma posso garantirvi che sono tutti
ugualmente piacevoli.

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