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I testi e le immagini di questa sezione sono stati realizzati dal Geologo

Dott. Salvo Sinagra

 

 

 

 

 

 

 

Spigolature Estive
 

Fiori e foglie

Le stagioni calde ripropongono ogni anno il miracolo della ripresa vegetativa.
La natura, già ai primi tepori primaverili, esplode in una intensa attività, quasi di resurrezione. Ed è tutto un turbinare di colori,di profumi, di voli di uccelli e di insetti.
Ha inizio la danza della vita ed ogni fiore fa a gara per mettersi in mostra cercando di accaparrarsi l’attenzione degli insetti in modo da garantirsi la sopravvivenza, mediante l’impollinazione.
Anche l’uomo, a modo suo, partecipa a questa festa godendo della bellezza dei fiori, del loro profumo ed infine, conseguentemente, della bontà dei frutti.
Il fascino dei fiori ha sempre ispirato versi bellissimi e pagine indimenticabili.
I poeti, gli scrittori, gli innamorati, più o meno delusi si sono sempre serviti dei fiori per esprimere i loro sentimenti.
La bellezza della rosa, il profumo del gelsomino, la vivacità del papavero la sensualità del fior di loto ricorrono … ricorrono nelle letterature di tutti i tempi. Ed effettivamente i fiori sono davvero belli!
Oggi io, però, non osando unirmi a tutti questi grandi spiriti eletti che sulla bellezza dei fiori ci hanno regalato pagine indimenticabili, mi voglio permettere di far notare che è vero che i fiori sono tutti belli ma spesso sono anche buoni ! Si, ho detto proprio buoni.
Non solo nei riguardi degli insetti, ai quali forniscono elementi preziosi di sopravvivenza, ma anche nei nostri riguardi.
L’elenco dei fiori buoni è abbastanza lungo e qualche volta ne parleremo, ma oggi è il turno di un protagonista, ormai consolidato, dei nostri sfizi culinari estivi : il fiore di zucca !
Avete capito bene: il fiore di zucca, e aggiungo che oltre a essere buono è anche bello.
Provate a chiederlo a chi ha la fortuna di raccogliere questi fiori al mattino, ancora aperti e roridi di rugiada. Costituiscono uno spettacolo così invitante cui gli insetti non sanno resistere (e neanche io ).
Per gustarli dovete ovviamente disporre di una compagna (consorte o altro ) che sapientemente (e pazientemente ) ve li prepara con pastella e ripieno e vedrete che delizia.
Un consiglio, se non siete molto pratici imparate a distinguere i fiori maschi dai fiori femmine. Altrimenti addio zucchine!
 

 

Poiché siamo in argomento, voglio cogliere l’occasione per parlare anche delle umili ma preziose zucche.
Di zucche ( con il termine zucca vengono identificate diverse piante e relativi frutti appartenenti al genere Cucurbita della famiglia delle Cucurbitaceae, in particolare le specie Cucurbita maxima, Cucurbita pepo e Cucurbita moschata.Originaria dell'America centrale, in particolare del Messico, si è velocemente diffusa in Europa dopo gli sbarchi dei coloni) ve ne sono infinite specie con forme diverse e spesso bizzarre.
Liscie o a protuberanze, tonde, semilunghe come gli zucchini, o addirittura simili a funghi, sono state usate per ricavarne oggetti decorativi, quali cestini da tavolo,scatole, soprammobili e utensili vari.
Fin dall’antichità le zucche svuotate si usavano per trasportare vino, acqua o sale (preziosissimo ) ma anche come salvagente a uso di persone poco esperte nel nuoto.
Franco Sacchetti, un novelliere del trecento, in una gustosa novella fa chiedere ad un suo personaggio (un po’ irriverentemente) “ Se tu fossi in gran pelago e stessi per annegare, qual vorresti aver addosso il Vangelo di Santo Govanni o la zucca da natare ?”
Dall'usanza antica, tipica delle famiglie contadine più povere, che trasportavano o tenevano il sale in una zucca svuotata, è nata la locuzione «Zucca senza sale», «Aver poco sale in zucca», —Non è cattivo ma è una zucca vuota- per indicare una persona con poco senno. Al contrario, «Aver sale in zucca» significa aver senno.
La zucca di per se stessa ha ispirato anche simboli ed emblemi negativi perché alla sua bellezza e grossezza non corrisponde un altrettanto valore nutritivo, essendo povera di protidi e lipidi oltre che poco zuccherina. E’ anche insipida, sicché è diventata sinonimo di alimento senza sapore: «Questa pesca, questo gelato, questa marmellata sa di zucca!».
Per questi motivi è assurta pure a simbolo di Insipida nullità. Si suole dire infatti “Quella donna è una zucca al vento”, oppure «E una cocuzza!»; o anche «E’ uno zuccone», a proposito di uno scolaro poco intelligente.
Tuttavia contiene le vitamine A e C e numerosi oligoelementi; ed è anche un alimento molto digeribile in purea oppure nei risotti e nelle minestre. 1 semi sono tossici per i vermi piatti come la tenia e per gli ascaridi, mentre sono innocui per l'uomo, tanto che vengono mangiati abbrustoliti e salati (sono i cosiddetti bruscolini o brustolini o meglio “a simenza”).
Protagonista indiscussa nella notte di Halloween, la famosa ricorrenza legata alla festa celtica Samhain (la notte che precede l'alba del 1° Novembre), opportunamente intagliata serve a dissuadere le anime degli spiriti maligni ad impossessarsi del corpo dei vivi.
I Celti credevano infatti che nella note tra il 31 ottobre ed il primo novembre, al passaggio tra il vecchio ed il nuovo anno ( per loro), il confine tra la vita e la morte si attenuasse talmente che le anime dei morti potessero vagare nell’aria tentando di impadronirsi del corpo dei vivi…
Scusate, ma non stavamo parlando di fiori e foglie ?
Torniamo in argomento con una curiosità.
In Sicilia se chiedete a qualcuno, anche se addetto ai lavori, ortolano o cuoco che sia, se conosce la “ zucca serpente di Sicilia o peggio ancora la Lagenaria siceraria vedrete dipingersi sul viso del malcapitato interlocutore un’espressione dapprima di stupefatto imbarazzo, poi passato il primo istante , pensando di essere preso in giro, vivacemente risponderà con un domanda “ Ma chi mxxxxxx è “ ? Un po’ come quando nel recente passato si chiedevano notizie su qualche persona citando il cognome e non “a ‘ngiuria’ “.
Appena però avrete chiarito che parlavate da cocuzza de tinnirumi subito risponderà “ Certo ca a canusciu, boni i tinnirumi”
Per quei pochi che non riescono a cogliere il senso di ciò di cui parliamo e magari cominciano fortemente a sospettare che il caldo possa produrre strani effetti… precisiamo che stiamo parlando di foglie e precisamente delle foglie apicali del vegetale summenzionato.
Queste foglie rappresentano, probabilmente, una dei piatti principi della tradizione culinaria siciliana estiva.
Ogni paese la ammannisce a suo modo ma posso garantirvi che sono tutti ugualmente piacevoli.
 




 

 


 

 

 

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