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Riserva Naturale Orientata dei boschi di
Bellia-Rossomanno –Grottascura
a cura di Salvo Sinagra
DECRETO 18 aprile 2000.
Istituzione della riserva naturale
Rossomanno Grottascura Bellia, ricadente nel territorio dei comuni di
Enna, Aidone e Piazza Armerina.
Denominazione: Riserva naturale “ Bellia Rossomanno
Grottascura”
Provincia : Enna
Comuni: Piazza Armerina, Aidone, Enna.
Riferimento cartografico : I.G.M.I. scala 1:25000 F. 268 II N.E.-
II S.E.:
Categoria di classificazione : Riserva Orientata Naturale;
Estensione totale : Ha 2.011,45;
Estensione della zona A : Ha 1.561,04;
Estensione della preriserva: Ha
450,41;
Regime di protezione della preriserva: come da art. 7 della L.R
98/81 e successive modificazioni con la previsione di un piano di
sviluppo silvo - pastorale turistico proposto dai comuni di Ena, Aidone
e Piazza Armena da sottoporre al parere del C.R.P.P.N. e alla
approvazione dell’Assessorato Regionale del Territorio e Ambiente.
Motivazione : Conservazione e tutela d un antico rimboschimento a
conifere
Ente gestore : Aziende Foreste Demaniali.
Estesa circa 20 Kmq, questa grande area protetta comprende boschi in
gran parte impiantati artificialmente nel corso del programma di
forestazione risalente ai primi decenni del secolo scorso.
Per garantire questo ambiente diventato di notevole interesse sociale e
culturale, in data 18 aprile 2000 è stata istituita la riserva
“Rossomanno – Grottascura – Bellia”.
Incastonato tra l’abitato di Piazza Armerina a Sud e la valle del fiume
Gornalunga a Nord, impreziosisce a ponente un tratto della strada
statale 117/bis che lo confina dal Km 46 al Km 38 .
Anche il viaggiatore più distratto, lasciandosi alle spalle l’ampia
pianura e risalendo dolcemente le prime propaggini, superato appena
l’abitato di Valguarnera, percepisce, specie d’estate, la gradevole
sensazione di attraversare un sito ambientale fisicamente assai diverso
da quello appena lasciato.
Ma è all’interno che il bosco svela il suo più grande tesoro naturale:
ampie distese di monumentali Eucaliptus (Globulus e Camaldulensis),
suggestive, quasi mistiche ambientazioni tra le pinete profumate
costituite, oltre che dal Pinus pinea e Pinus halepensis, da numerosi
cipressi comuni e arizonica, radure di profumate Robinie pseudo acacie,
colorati Cercis siliquastrum, e ancora l’onnipresente Ampelodesmos, il
Cistus rosa e bianco, la rosa canina e tutto un sottobosco di muschi,
licheni, fiori di campo e funghi di ogni specie.
Un articolato sistema di profonde e selvagge gole, caratterizzate da
grotte e dirupi - nei quali la vegetazione spontanea ha già intrapreso
da tempo il processo di rinaturalizzazione - sottolineano la serie di
alture, che in questo tratto costituiscono i Monti Erei.
I diversi ambienti ospitano piccoli mammiferi, pochi, innocui rettili,
numerose specie dell’avifauna migratoria e stanziale, un buon numero di
rapaci quali il gheppio e la poiana.
Tuttavia, l’aspetto più interessante dell’area è, forse, la grande
stratificazione storica di insediamenti umani.
Rossomanno, innanzitutto, conserva i resti di un grosso agglomerato
medievale tragicamente distrutto da Martino il Vecchio nel XIV secolo, e
poi quasi abbandonato. Ma, ancor prima, fin dalla protostoria l’area era
abitata. I “i campi di crani” e le diverse modalità di inumazione
testimoniano il succedersi di genti appartenenti a momenti storici
diversi.
Un’escursione nell’area, oltre a costituire un piacevole momento di
relax , offrirà al visitatore l’opportunità di effettuare un percorso
nella storia veramente singolare.
Le tracce della storia minima dell’uomo sono disseminate un po’ dovunque
all’interno della Riserva, dove ci si può imbattere in una “fornace” o
in strane strutture litiche che ricordano i “dolmen” o i “menhir’ .
La fantasia popolare ha rivestito alcune di queste strutture di leggende
fantastiche, in contrasto con le considerazioni dei geologi. Qualunque
sia la loro origine, tuttavia, rimane indiscutibile l’enorme suggestione
che le stesse esercitano su chi ha la fortuna di visitarle.
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