|
STORIA ANTICA DELLA CITTA'
DI FILIPPO RAUSA
LE
ORIGINI
PLATIA
CITTA' NORMANNA
RUGGERO
E IL VESSILLO
LE
FONDAZIONI ALERAMICHE
LA DISTRUZIONE DI PLATIA
PLATIA RIEDIFICATA
PLATIA E FEDERICO II DI
SVEVIA
FEDERICO III D'ARAGONA
Personaggi:
Prospero Intorcetta
LE ORIGINI
Sulle origini della città, sulla sua ubicazione e sul toponimo,
viste le innumerevoli testimonianze di civiltà del suo comprensorio,
le opinioni degli storici sono varie e discordi.
Piazza Armerina è al centro di una vastissima zona archeologica
classica (Montagna di Marzo, Monte Naone, Rossomanno, Monte
Manganello, etc.), il suo territorio di grandissimo interesse per
gli scavi archeologici, in particolare quelli della villa romana del
Casale, fu abitato fin dalla preistoria, almeno dal VII sec. a.C. in
poi.
Non a caso gli archeologi nel corso dell’anno 2000 hanno scoperto su
monte Manganello un vasto stanziamento preistorico, successivamente
grecizzato e fortificato risalente al terzo millennio a.C. (età del
rame).
Della dominazione Bizantina, (535-827 d.C.), fonti storiche
successive detto periodo, ci descrivono dell’esistenza di alcune
chiese di cui la “Badia” con il titolo di S.Maria di Platea
nell’attuale c/da Candilia, alias, piazza vecchia e, della chiesa di
S. Maria di Patrisanto, (oggi San Lorenzo, “dei Teatini”) chiesa che
qualche secolo dopo verrà donata alla chiesa vescovile di S. Agata
di Catania.
Nel secolo IX gli Arabi occupavano la Sicilia, sui monti Erei
vengono sottomessi tutti i villaggi, dal geografo arabo ‘Ibn ‘Idrìs,
detto Idrisi, conosciamo il toponimo arabo con la quale Piazza,
localizzabile nel sito di contrada Casale é chiamata Iblàtasah o
Iblàtanah, toponimi arabi derivati dalla fedele trascrizione di
quelli greci di Ibla Elatson o Ibla Elatton.
A tal proposito sull’individuazione del sito della città di Platia,
nel corso dell’anno 2004, gli archeologi anno portato alla luce
accanto alla Villa Romana del Casale una città di epoca medievale la
cui estensione, ritengono gli archeologi, ricopra un’area di oltre
ventimila metri quadrati, due ettari.
La vastità dell’insediamento è la conferma che potrebbe far ritenere
che possa trattarsi del vecchio sito della città di Piazza, perché i
resti risalirebbero all’epoca normanna di Guglielmo I d’Altavilla,
cioè di quel re che nel 1161 fece radere al suolo Platia perché la
sua popolazione normanna si era rivoltata contro la politica
filosaracena del re.
Con questa scoperta, dai reperti ritrovati, circa 50 mila, si potrà
avere una conferma attendibile circa la localizzazione della città
normanna distrutta da re Guglielmo, così come si potranno
restringere le ipotesi sulla origine del nome della città.
Ciò che è certo è che dei numerosi centri abitati, che fin dalla
preistoria si sono susseguiti, l’attuale Piazza Armerina nata nel
periodo normanno può dirsi l’erede.
|
|