|
|
Città di Piazza Armerina
Soprintendenza BB.CC. di Enna
Museo Regionale Villa del Casale
Università di Roma "La Sapienza"
8 agosto 2006 inaugurazione della Mostra
Prorogata al 31 dicembre 2007
Orari e giorni di visita:
|
martedì |
9-12.30 |
|
mercoledì |
9-12.30 e 15.30 - 18.00 |
|
giovedì |
15.30 -18.00 |
|
venerdì |
9-12.30 |
|
sabato |
9-12.30 |
| |
|
|
Giorni di
Chiusura |
Domenica |
E' possibile effettuare la visita in altri orari .
Per visite personalizzate chiamare i numeri 0935680419 3386309278
COME RAGGIUNGERE LA MOSTRA.
Dall'ingresso Nord
di Piazza Armerina
Dall'ingresso sud
di Piazza Armerina
Dal parcheggio di Piazza Falcone-Borsellino (Ex Piazza Europa)
Si consigliano i visitatori, sia in auto che in pullman, di utilizzare
il parcheggio della piazza Falcone-Borsellino (ex Piazza Europa) e di
percorrere a piedi la via Mazzini per giungere in Piazza Garibaldi.
Dettaglio zona della mostra.

Clicca qui per
informazioni sulla piazza Garibaldi
Clicca qui per tutte le
informazioni turistiche
Coordinamento organizzativo e piano promo-pubblicitario a cura dell'Ente
Biennale di Archeologia di Enna
Per informazioni
Tel 338.6309278
Email :
eventi@comune.piazzaarmerina.en.it
Immagini :
Alcuni momenti dell'inaugurazione della mostra.

Vista dall'alto dell'insediamento medievale.

Reperti

COMUNICATO
STAMPA
Piazza Armerina 7 agosto 2006
MOSTRA ARCHEOLOGICA A PIAZZA ARMERINA
“IBLATASAH PLACEA PIAZZA. L’INSEDIAMENTO MEDIEVALE SULLA VILLA DEL
CASALE: NUOVI E VECCHI SCAVI”.
PER LA PRIMA VOLTA IN ESPOSIZIONE I REPERTI PROVENIENTI DALLO SCAVO
DELLA VILLA ROMANA DEL CASALE
Si inaugura a Piazza Armerina la mostra archeologica “Iblatasah Placea
Piazza. L’insediamento medievale sulla villa del Casale: nuovi e vecchi
scavi”. La mostra è stata allestita nei locali del Palazzo di Città e
sarà visitabile sino al 31 gennaio 2007.
Dal 2004 ad oggi il famoso sito archeologico della Villa romana del
Casale, patrimonio dell’Umanità, è interessato in modo continuativo
dalle missioni di scavo condotte dall’Università di Roma “La Sapienza”,
dal Museo Archeologico della Villa del Casale e dalla Soprintendenza di
Enna. Nel 2004 e nel 2005 le campagne di scavo sono state finanziate con
i fondi POR della Regione Sicilia.
Responsabile scientifico della missione di scavo è il prof. Patrizio
Pensabene, archeologo e docente presso La Sapienza. Gli scavi hanno
portato alla luce un insediamento risalente al periodo medievale, che
costituisce dunque l’oggetto della mostra.
Sono stati individuati una ventina di ambienti, appartenenti ad un
abitato del periodo arabo-normanno, che venne abbandonato durante il
regno di Guglielmo II, quando una profonda crisi economica e politica
mise fine a molti dei casali dell’interno dell’isola.
Lo scavo inoltre ha permesso di riconsiderare altri resti medievali
trovati in occasione dello scavo della stessa villa del Casale, allora
obliterati per mettere in luce i mosaici. Si è così potuta ricostruire
una estensione complessiva minima di m 230 x 150 per l’intero
insediamento, che sembra fosse anche dotato di un nucleo fortificato.
Tali dimensioni hanno rimesso in discussione anche la problematica della
collocazione dell’originario nucleo urbano di Piazza, distrutta da
Guglielmo I in occasione della lotta con i baroni normanni, sul quale al
momento attuale non è possibile ancora dare una risposta certa.
Curatori e responsabili della mostra sono il prof. Pensabene e la
dott.ssa Carla Sfameni, archeologa in servizio presso il Museo della
Villa del Casale.
“Il titolo della mostra – dichiara il prof. Pensabene – si ricollega, da
un lato, alla discussione sull’origine della città di Piazza, dall’altro
vuole subito mettere in evidenza che i nuovi scavi sono in realtà una
continuazione dei vecchi, senza i quali non sarebbe possibile fornire
sin da adesso un quadro di insieme delle problematiche e delle possibili
risposte. D’altra parte, la mostra vuole rendere tangibile il fatto che
la Villa del Casale deve essere inserita nel suo divenire storico: il
complesso dei suoi mosaici, che restano un unicum nel panorama del mondo
antico, acquistano una nuova prospettiva se inseriti nella storia delle
trasformazioni della villa stessa e del sito in cui essa sorgeva. Da qui
un’enfasi particolare che nella mostra è stato dato, in particolare nei
contributi di Carla Sfameni, al “vivere in villa” per spiegarne non solo
il valore artistico ma anche la funzione. Per visualizzare i cambiamenti
storici del sito, è stato dato inoltre, un particolare risalto ai
materiali ceramici e monetali bizantini, arabi e normanni, rinvenuti
ddal Gentili durante gli scavi della Villa, negli strati che ne hanno
ricoperto le strutture murarie”.
“Solo oggi, per la prima volta – dichiara Carla Sfameni – vengono
portati in mostra reperti archeologici provenienti dagli scavi della
Villa, che da più di cinquant’anni giacevano nei magazzini; insieme a
questi, si espongono alcuni dei ritrovamenti più significativi delle
recenti campagne di scavo, di cui si illustra il contesto di
rinvenimento. Questa esposizione costituisce il primo nucleo di un
progetto espositivo più ampio che prevede anche il recupero dei
materiali provenienti dalla Villa e conservati nei magazzini di altri
muse al fine di consentire la valorizzazione degli stessi nella loro
completezza. Sarà così possibile fornire ulteriori contributi per la
ricostruzione della storia del sito e del medioevo siciliano nel suo
insieme”
La mostra è stata finanziata dal Comune di Piazza Armerina con i fondi
ex art. 7 L.R. 10/1999, di competenza del comune di Piazza Armerina e
destinati alla promozione e alla valorizzazione del sito archeologico
della Villa Romana del Casale.
“L’allestimento di questa mostra – dichiara il Sindaco di Piazza
Armerina Maurizio Prestifilippo – è il risultato di una forte azione
sinergica degli enti coinvolti nella missione di scavo, che ha portato
alla realizzazione di un evento culturale di straordinaria importanza
per la conoscenza della villa e per la città di Piazza Armerina e
costituisce per noi l’occasione per sottolineare come la reciproca
collaborazione tra gli Enti, in questo caso Regione, Soprintendenza,
Museo ed Università, possa costituire occasione di confronto e di
arricchimento culturale, al di là del semplice ben condurre la macchina
amministrativa”.
L’inaugurazione della mostra coincide con un periodo particolarmente
vivace per il futuro del sito archeologico e per la città stessa. Sono
stati recentemente approvati i progetti esecutivi dei lavori di recupero
della Villa del Casale e dei lavori di sistemazione delle aree esterne
per un totale di quasi 25 milioni di euro e sono stati recentemente
consegnati i lavori relativi alle opere di consolidamento di Palazzo
Trigona, destinato ad essere Museo della Città e del Territorio, e per
il quale si aspetta adesso la firma del decreto di finanziamento
relativo alle opere di completamento del restauro.
“Non a caso abbiamo deciso di presentare questa mostra all’interno di
uno dei palazzi più rappresentativi del cuore antico della città –
dichiara Paola Di Vita, assessore alle aree archeologiche della città di
Piazza Armerina – perché riteniamo che debba essere la città a
costituire il cuore pulsante del sito archeologico, che deve essere
considerato quasi come un ambiente di questo grande palazzo che è
costituito dal nostro centro storico. E’ nel cuore antico della città
che devono trovare spazio le iniziative culturali correlate al sito
archeologico, che possano interpretare in modo funzionale la ricchezza
costituita dai beni culturali ed ambientali di Piazza Armerina e che
possano stabilire ed individuare un continuum tra il sito archeologico e
la città”.
“La mostra vuole anche servire come cassa di risonanza – dichiara Maria
Costanza Lentini, direttore del Museo regionale della Villa del Casale –
alla discussione attualmente in corso sul ruolo del Museo della Villa e
sulla necessità dell’istituzione del Parco Archeologico della Villa,
così come previsto dalla L.R. 20 del 2000, come corretto strumento di
tutela e valorizzazione del sito”.
L’allestimento della mostra è stato curato dall’architetto Giuseppe
Verde dell’Università di Palermo.
Il coordinamento organizzativo dell’evento culturale è stato affidato
all’Ente Biennale Archeologia della provincia di Enna.
Per il mese di agosto la mostra sarà visitabile dalle ore 10 alle ore 13
e dalle ore 18 alle ore 22. L’assistenza alla mostra, negli orari
serali, sarà garantita grazie al supporto offerto dalla sezione di
Piazza Armerina dei Gruppi Archeologici d’Italia e da Legambiente.
Ai visitatori della mostra sarà distribuito materiale informativo sullo
scavo e sui reperti in esposizione. La mostra è inoltre corredata da un
catalogo degli oggetti esposti, dedicato al prof. Gino Vinicio Gentili,
cittadino onorario di Piazza Armerina, recentemente scomparso.
|
|