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FILIPPO MIRODDI A MONTECITORIO


Un’aula allestita per le grandi occasioni è stata quella di Montecitorio che ha ospitato lunedi scorso 6 Ottobre seicento sindaci provenienti da tutta Italia grazie a un’iniziativa fortemente voluta e promossa dall’ANCI. L’obbiettivo di questo incontro è stato quello di costruire un rapporto e iniziare un confronto tra commissioni parlamentari, governo e comuni. Tra i Sindaci convenuti a Montecitorio anche il nostro, Filippo Miroddi: “Si tratta di un evento unico nella storia del nostro Parlamento e delle nostre istituzioni, dove protagonisti siamo stati proprio noi, i sindaci. Noi siamo quelle figure di
frontiera che rappresentano il primo impatto dei cittadini con le istituzioni, un impegno importante il nostro che mai come oggi diventa così difficile mentre centinaia di imprese chiudono i battenti, persone non più giovani perdono il lavoro, e aumentano le fasce di povertà.
La prima porta a cui bussano i cittadini colpiti da disagi sociali è proprio quella del sindaco per un aiuto, un sussidio, un reinserimento nel lavoro. Ma mai come oggi noi sindaci viviamo il dramma di non potere più garantire nemmeno i servizi ordinari, non per nostra incapacità ma per mancanza di risorse finanziarie. Per me è stato importantissimo trovarmi con centinaia di altri sindaci nelle mie stesse
situazioni e constatare come tutti i comuni d’Italia vivano la situazione analoga al mio. La crisi attanaglia il nostro Paese, e mentre i cittadini
chiedono sempre più sostegno e protezione, i trasferimenti dello Stato ai Comuni si sono ridotti all’85%, una percentuale tremenda che ci vede costretti a tassare i cittadini per contribuire al risanamento dello Stato. I Comuni, come giusti mante ha detto più volte Piero Fassino, sono allo stremo delle loro forze, occorre rimettere in discussione il famigerato patto di stabilità.
Da tutta l’aula di Montecitorio si è alzata unanime una voce che dice basta alla pressione fiscale e all’oppressione che il governo centrale esercita sugli enti comunali.
Nonostante le scarse risorse economiche siamo riusciti a tenere aperti nidi e asili, a garantire assistenza agli anziani, ai disabili e altri
servizi importanti.
Non ci siamo sottratti ad accogliere i profughi, non ci siamo sottratti a governare assumendoci responsabilità e rischi drammatici per la legalità. Ma è chiaro che si deve aprire una stagione nuova, che riconosco autonomia ai comuni, autonomia finanziaria, a partire dal superamento del patto
di stabilità che si è trasformata in una cappa opprimente che blocca gli investimenti inclusi la manutenzione delle strade e delle scuole.
Occorrono più spazi per tornare a investire, per aprire cantieri, per dare lavoro.
Se il governo prenderà in seria considerazione questi appelli, a partire dai lavori del 15 ottobre sulla legge di stabilità, forse potremo sperare in una stagione nuova, in cui i cittadini torneranno ad avere fiducia nelle istituzioni. “





9 Ottobre 2014






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